Chi siamo
I.P.A.B. Francesco Fenzi:
2 residenze e 246 posti letto
L'I.P.A.B. "F. Fenzi" è suddivisa in 2 residenze, con un’offerta assistenziale complessiva di 246 posti letto
L’IPAB “Francesco Fenzi” è un’istituzione di pubblica assistenza e beneficenza (legge n. 6972 del 1890 e Decreto Regio n. 2841 del 1923) costituita nel 1870 per elargizione testamentaria del nobile Francesco Fenzi e l’anno successivo eretta a Ente Morale.
Si occupa di anziani Autosufficienti e Non Autosufficienti ed è organizzata in due residenze (EST e OVEST), vicina al Centro del Comune di Conegliano e di fronte al presidio Ospedaliero dell’Azienda ULSS2 Marca Trevigiana.
L’attuale fabbricato è diviso in 5 padiglioni (dall’A all’E) strutturati secondo i diversi livelli di assistenza. E’ dotata di un ampio giardino e di ampi spazi interni (salone centrale e Sala Marinelli) che permettono alle persone la permanenza al di fuori del nucleo sia nel periodo estivo che invernale.
Per maggiori dettagli consulta la nostra carta dei servizi.
La storia
Casa F. Fenzi è un'IPAB, istituzione pubblica di assistenza e beneficienza (legge n.6972 del 1890 e decreto regio n.2841 del 1923) nel 1870 sorge per elargizione testamentaria del nobile Francesco Fenzi e l'anno successivo è eretta a ente morale
Il “Fenzi” viene inaugurata il 24 febbraio 1872 nello stabile San Francesco con l’ammissione di otto anziani.
Quando tre anni dopo questo viene adibito a quartiere delle truppe alpine, gli Ospiti saranno trasferiti al nosocomio cittadino.
Tra il finire del secolo e la Prima Guerra Mondiale, il piccolo Ricovero di Conegliano si fa carico di “accogliere gratuitamente e ricoverare, per quanto i mezzi lo comportino, tutti “quelli individui miserabili, nati e domiciliati nella Città”, o che da cinque anni almeno vi abbiano stabile dimora e residenza, i quali per vecchiaia o per malattie croniche non possono ulteriormente procacciarsi i mezzi alla propria sussistenza”.
Dal 1° gennaio 1881 trova spazio nel fabbricato in parrocchia e contrada San Martino, dove nel 1899, assistiti da due persone, ci sono già sedici ospiti.
Ad amministrare i beni dell’Opera Pia sarà a lungo una commissione.
Successivamente nel 1900 il parroco Don Vincenzo Botteon richiede alla Madre Superiora della Misericordia di Verona l’arrivo di una comunità di suore cui affidare la gestione della casa. Grazie anche al successivo ampliamento del 1902, le sorelle si prendono cura dei poveri e degli anziani.
Nel 1927, infine, si trasferiscono in uno stabile in viale Umberto I (attuale viale Spellanzon).
Nel 1978, con il generoso lascito dell’ingegnere Guido Bidoli e, in parte, con quello della signora Margherita Calissoni Del Giudice, l’ENTE entra in possesso dell’attuale sede.
Attraverso successivi interventi di ristrutturazione e ampliamento, non ultimo quello dell’adiacente condominio ex Fregolent, la struttura si misura con le crescenti esigenze dei cittadini.
Mission e valori
“Ci impegniamo ogni giorno per rispondere ai bisogni delle persone che ci vengono affidate”
L’impegno costante nel promuovere la mission si fonda sui nostri valori:
- Progetti di residenzialità o semiresidenzialità diurna
- Progetti di Residenzialità per anziani non autosufficienti
- Progetti di vita per anziani in stanze o appartamenti dedicati
- Servizio Diurno per anziani autosufficienti
Crediamo inoltre che sia dovere di tutti (persone accolte, operatori, familiari e caregivers) promuovere e valorizzare il senso della comunità e del gruppo.
I DIRITTI DELLA PERSONA ANZIANA
Riteniamo diritto di ogni persona accolta:
- di essere libera di decidere per la propria vita
- di vivere con dignità in ogni fase della sua vita
- di non soffrire
Le strategie/strumenti per il raggiungimento della mission sono:
La conservazione della memoria costituisce una solida base per l'identità di una comunità. Per questo motivo ogni anziano viene considerato come un tesoro inestimabile per il capitale culturale di cui è portatore. All'interno della Casa vengono svolte attività mirate al mantenimento e recupero degli aspetti cognitivi al fine di ricostruire, tramite i ricordi, esperienze ed abitudini di cui si sono perse le tracce. Lo scambio generazionale viene garantito attraverso l'organizzazione di momenti di incontro con le scuole in cui “vecchio” e “nuovo” si confrontano e condividono momenti ed esperienze.
Ci adoperiamo affinché l'ingresso in struttura dell’anziano non comporti la perdita del contatto con le relazioni esterne. A tal fine sono messe in atto alcune iniziative che prevedono alternativamente la presenza degli anziani all'esterno della Casa e/o l'apertura della Casa alla cittadinanza attraverso: manifestazioni, gite, scambi culturali, accoglienza di gruppi di volontari, organizzazione di eventi con le scuole, o varie associazioni che operano nel territorio al fine di mantenere e potenziare le capacità di relazione dei propri residenti. Riteniamo il volontariato una risorsa importante e proprio per questo:
- promuove la sua presenza, con opportune azioni informative e formative, soprattutto nelle forme associative;
- riconosce la funzione sociale di sostegno umano e di vicinanza in collaborazione con la struttura, per il miglioramento della qualità di vita del residente;
- favorisce il reclutamento e la formazione dei volontari in collaborazione con le associazioni stesse (corsi di preparazione ed aggiornamento);
Il volontario svolge esclusivamente attività di supporto morale e sociale, di carattere non sanitario
L'anziano che risiede all'interno della nostra Casa viene considerato soggetto attivo, capace di scegliere e decidere, centro focale di tutte le attività. Abbiamo fatto nostro tale principio coinvolgendo e responsabilizzando l’anziano ed i suoi familiari nella condivisione dei piani individualizzati, informando i familiari sugli obiettivi di salute, cercando in tal modo di stabilire tra noi e gli utenti un rapporto di crescita reciproca.
Posti per NON AUTOSUFFICIENTI (livello unico) di cui n. 10 per ricovero temporaneo riattivativo-riabilitativo e n. 5 per Stati Vegetativi Permanenti (SVP)
Posti per AUTOSUFFICIENTI
Posti per NON AUTOSUFFICIENTI (livello unico)
Posti per AUTOSUFFICIENTI
Struttura organizzativa
L’Ente è amministrato da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri nominati ogni 5 anni dal Sindaco del Comune di Conegliano. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è il Legale rappresentante dell’Ente. Il Consiglio di Amministrazione, quale organo di governo dell’Ente, compete la definizione dell’indirizzo amministrativo e la verifica della rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite.
L’attuale Consiglio di Amministrazione si è insediato in data 29.11.2023.
I Componenti del Consiglio di Amministrazione in carica sono:
Presidente
Karim Zambon
Consiglieri
Alberto Corrocher
Raffaella Peruch
Sandra Toso
Segretario Direttore
Paolo Piazza
Coordinatori e responsabili
– Responsabile di struttura: Claudia Pasqualin
– Coordinatore area amministrativa: Chiara Zorzetto
– Coordinatore infermieristico: Alessandro Caricati
– Coordinatori area socio assistenziale: Clara Strazzer – Serraglio Raffaella
Nella pagina seguente è riportato l’organigramma sintetico dell’IPAB Francesco Fenzi. Per il dettaglio sui ruoli è possibile consultare l’Atto organizzativo nell’area del sito internet denominata “Amministrazione trasparente”
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